Per gli amanti del turismo balneare sicuramente una location con acqua limpida e cristallina diventa una caratteristica fondamentale nella scelta delle proprie vacanze estive. L’acqua azzurra o verde smeraldo è un richiamo promettente per coloro che sognano di fare il bagno in un mare paradisiaco. Non sempre però è possibile avere vicino a casa un mare che richiama le lontane e incontaminate spiagge dei tropici. E’ un problema che troviamo soprattutto sulla costa adriatica nord settentrionale dell’Italia, dove la sabbia di color scuro offre un aspetto decisamente diverso.

Qui il mare non è propriamente azzurro, come nella parte meridionale dell’Italia, e ciò incide notevolmente sulle scelte di tantissimi turisti, amanti dell’acqua azzurra. Come riuscire a portare i turisti su queste coste, sfruttando il fattore “mare azzurro”? Come promuovere una località che non è apparentemente paradisiaca, ma che ha comunque un acqua limpida e cristallina?

Nel marketing turistico, la comunicazione visiva, offerta soprattutto dalle immagini fotografiche rappresenta sicuramente il linguaggio di comunicazione più efficace.

Nel marketing turistico, la comunicazione visiva, offerta soprattutto dalle immagini fotografiche rappresenta sicuramente il linguaggio di comunicazione più efficace. Ecco allora che un buon programma di elaborazione grafica ci aiuta a risolvere il “problema” dell’acqua azzurra. Le regolazioni di fotoritocco, in mano ad un buon grafico/fotografo, ci aiutano a trasfigurare la realtà rendendo l’acqua azzurra anche dove non c’è in modo naturale. Questo trucco lo troviamo spesso sulle cartoline postali della località balneari.

 

Fonte: Google Immagini

Nessuno vieta questa forma di approccio promozionale del territorio, ma è importante non esagerare, poiché si potrebbe ottenere il risultato opposto; ovvero una delusione nel scoprire una realtà ben diversa da come è stata presentata. Di fatto molti sostituiscono addirittura l’immagine reale di un luogo con un’immagine notevolmente diversa e quindi molto più “appetibile” agli occhi di un potenziale turista.

A tal proposito ho trovato piuttosto surreale il caso delle cosiddette “Spiagge bianche” della località di Rossignano (Toscana), poiché sono davvero bianchissime e il mare ha realmente del paradisiaco. Ma cosa c’è di bizzarro se il mare è azzurro senza l’intervento di un programma di elaborazione grafica? Alle spalle della spiaggia si trova uno stabilimento chimico, che richiama tanto l’idea di scarichi industriali!

E’ un particolare sconcertante che sta facendo discutere tantissimo in questi anni, poiché le spiagge bianche di Rossignano non sono naturali, bensì sono il frutto di decenni e decenni di scarichi industriali di bicarbonato di sodio, cloro, soda caustica e altre sostanze tossiche potenzialmente pericolose. Queste polveri bianchissime scaricate in mare si fondono con la sabbia della spiaggia, al punto tale che il mare appare azzurro e quindi un vero paradiso terrestre. Di fatto il concetto di spiaggia incantevole e incontaminata (cioè vista dalla terra verso il mare) si scontra appunto con la realtà opposta (cioè vista dal mare verso la terra), dove si regge in bella vista lo stabilimento chimico della Solvay, che ricorda tanto la centrale nucleare de “I Simpson” (prima foto in basso da sinistra). Si tratta quindi di un particolare, non da poco, che rovina l’intera “opera d’arte”.

Come sappiamo, in tempo di crisi occorre sfruttare ogni opportunità, pertanto al fine di nascondere questa triste verità e promuovere il territorio si ricorre a qualche fai da te mal riuscito.

Come sappiamo, in tempo di crisi occorre sfruttare ogni opportunità, pertanto al fine di nascondere questa triste verità e promuovere il territorio si ricorre a qualche fai da te mal riuscito. Usando un programma di elaborazione grafica c’è chi accentua il colore azzurro del mare fino a renderlo irreale (fin troppo azzurro di suo); chi preferisce togliere il cartello di segnalazione di pericolosità dell’acqua; chi sfrutta tutte le potenzialità del software grafico per un collage di fotografie, chi invece non demorde e sostituisce un’immagine reale della location con qualche foto che potete trovare originale chissà su qualche sito della Polinesia e delle Tenerife.

 

Fonte: Google Immagini

Insomma, per il marketing turistico l’idea di trasfigurare la realtà, con qualche programma di elaborazione grafica, consente di ottimizzare la resa produttiva da un punto di vista business. Non essendoci regole su come gestire queste scelte è doveroso ricordare che solo la ragionevolezza e il buon senso di chi sviluppa la comunicazione è in grado di costruire nel tempo un approccio in cui il turista ritornerà nuovamente negli anni, magari portandosi appresso altre persone. L’elaborazione grafica selvaggia non aiuta in tal senso e può risultare -come già detto- controproducente poiché si rischia di deludere le aspettative del turista.

Mi chiamo Davide Canella e sono uno specialista in Comunicazione e Marketing d’impresa. Lavoro come libero professionista implementando soluzioni di comunicazione integrata, miscelando Design e strategie on/offline! Scopri di più sul mio profilo e servizi:…CLICCA QUICondividi l'articolo sui tuoi social, prima di lasciare questa pagina! Grazie mille! ^_^

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